Magie Barocche: un 'nuovo' percorso

Il Festival internazionale del Val di Noto si snoda attraverso una progettualità triennale incentrata su alcune idee portanti legate sia alla valorizzazione dei beni culturali del territorio, sia alla rivalutazione delle tematiche musicali barocche e alla loro “sopravvivenza storica”. In tale contesto, all'interno della programmazione artistica, il prezioso patrimonio organario del comprensorio ritorna a essere protagonista indiscusso per la varietà e la qualità degli strumenti musicali recentemente restaurati. Legato al territorio a anche il sostegno alla ricerca musicologica mediante esecuzioni e registrazioni di musiche tratte da partiture conservate negli archivi e nelle biblioteche di alcuni comuni coinvolti nella manifestazione. Una sezione è dedicata alle donne barocche in musica e al ”ripristino” della prassi esecutiva nella musica sacra degli inizi del Seicento a della prima meta del Settecento. Inseriti in un più ampio progetto legato al turismo culturale del territorio, gli spettacoli non avranno repliche così da creare un “nuovo” percorso artistico all'interno del patrimonio barocco del Val di Noto.


Magie Barocche

La seconda edizione

Magie Barocche continua il suo percorso. Le idee portanti e la qualità degli spettacoli prodotti sono stati condivisi dal pubblico e dalla critica, divenendo paradigma di progettualità artistica per musicisti, compositori e operatori culturali. Questa spinta propulsiva fa si che la seconda edizione del Festival sia caratterizzata dall'incremento dell'attività discografica, dalle coproduzioni con i più importanti organismi nazionali e internazionali del settore e dalla presenza di grandi personalità del mondo della cultura, dell'arte e dello spettacolo. Confermata la formula vincente degli spettacoli senza repliche che ha consentito la circolazione di artisti, viaggiatori e turisti all'interno del comprensorio del Val di Noto, Magie Barocche allarga i suoi confini a riprova della sua vocazione internazionale, inserendo quest’ anno - all'interno dei suoi collaudati filoni - ampi spazi monografici riservati alla musica francese, inglese e tedesca.

 

Antonino Marcellino

direttore artistico


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