
Cortese Valentina
attrice
Debutta a 17 anni nel cinema e interpreta numerosi film, mettendo in evidenza
le sue doti di interprete sensibile e di rara intelligenza.
Nei quadri di una inchiesta del settimanale “Platee”, nel
’46, Grassi e Strehler la indicano come l’attrice del
momento per la sua interpretazione di Amarsi male di Mauriac
(regia O. Costa) portata a Milano dalla Compagnia
Pagnani-Ninchi-Brazzi. Per un momento la Cortese sembra allontanarsi
dal teatro, rapita dal cinema americano: è il ’49, ha
girato I corsari della strada con Dassin e Ho paura di lui
di R. Wise.
Dopo qualche anno torna in Italia e vince la Grolla d’oro a Saint
Vincent per la sua interpretazione in Le amiche di Antonioni,
tratto da un racconto di Pavese (1956).
Stabilitasi definitivamente in Italia, si lega a Giorgio Strehler e al Piccolo in
un rapporto privilegiato che sfocia in una serie di interpretazioni
di altissimo livello: è Sonia in Platonov di Cecov
accanto a Sarah Ferrati, Tino Buazzelli e Tino Carraio (1959), passa
a L’eredità del Felìs di Illica accanto a
un grande Piero Mazzarella; nel giugno del ’63 è la voce
recitante di Pierino e il lupo, ridotto da Strehler per il
teatro alla Scala (direttore Nino Sanzogno, pianista Van Cliburn) e
nel luglio è Beatrice nella nuova edizione dell’Arlecchino
a Villa Litta ad Affori.
La sua recitazione si fa robusta e fortemente drammatica per la regina
Margherita in Il gioco dei potenti (trilogia dell’Enrico
VI di Strehler da Shakspeare).
Sono di questi anni le interpretazioni più mature che fissano la
sua cifra recitativa personalissima dove il personaggio nel quale si
cala corpo e anima è sempre controllato e restituito anche nei
suoi risvolti critici: dalla Ilse de I giganti della montagna
nella memorabile edizione del ’66 portata dal Piccolo in
tournée in Italia e all’estero a Santa Giovanna dei
Macelli di Brecht (1970), alla straordinaria Lulu di
Wedekind diretta da Chéreau (1971) e dal ’74 al ’77
alla personale zingaresca Rawneskaja de Il giardino dei ciliegi
di Cecov. Fuori dal Piccolo è l’Anna vivace, leziosa e
spettrale di Old Times (con A. Asti e U. Orsini, regia
Visconti, nel 1973) e la Maria Stuarda del dramma omonimo di
Schiller diretto da Franco Zeffirelli, (con R. Falk nel ruolo di
Elisabetta).
Dei numerosissimi film basterà ricordare Giulietta degli
spiriti di Fellini, Fratello sole e sorella Luna e Gesù
di Zeffirelli, L’assassinio di Trotskij di Losey (con R.
Burton e A. Delon) ed Effetto notte di Truffaut per il quale
riceve la nomination per l’Oscar.
Numerosi e indimenticabili i suoi recital di poesie e musica, anche al fianco
di Carla Fracci.
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